|
LA STORIA DEI SEMI DELLE CARTE |
|
Nel XV secolo, quando in Italia si cominciava a giocare a carte con i
semi spagnoli (Coppe, Bastoni, Denari e Spade) accompagnati dagli
Arcani del mazzo dei Tarocchi, vennero introdotti in Francia i semi che
oggi sono i più diffusi. La loro invenzione è attribuita a un personaggio forse leggendario, tale Etienne De Vignolles, più noto come La Hire, un seguace di Giovanna D'Arco e considerato il Robin Hood francese. I semi erano suddivisi in Coeurs (Cuori), Tréfles (Fiori), Carreaux (Quadri) e Piques (Picche). Sembra che questi semi siano a loro volta derivati da quelli tedeschi mantenendo i Cuori e sostituendo alle Ghiande i Fiori, alle Foglie le Picche mentre i Quadri rappresenterebbero dei campanelli stilizzati. Un'altra interpretazione, decisamente più affidabile, attribuisce a ogni seme la derivazione da una particolare classe sociale: le Picche sarebbero punte di lancia che rappresentano l'aristocrazia, i Quadri punte di freccia per i militari, i Cuori per il clero e i Fiori per i contadini. Ma è stata la suddivisione dei semi in due soli colori, il rosso e il nero, a permettere alle carte francesi una grandissima diffusione. Grazie a questa semplificazione è stata così possibile la stampa ripetuta di pochi simboli evitando in tale modo i laboriosi impianti policromi delle carte a seme spagnolo ognuna delle quali ha un disegno totalmente differente. Non a caso il mazzo a semi francesi è oggi meglio conosciuto come "mazzo internazionale". |