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Il giorno della dieta senza sale
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CONTRO l'ipertensione una giornata senza sale. Accadrà domani alle Molinette di Torino, il terzo ospedale più grande d' Italia. E non solo per i pazienti: domani sarà un venerdì di pietanze insipide anche per gli oltre cinquemila dipendenti della struttura sanitaria, più di un quarto dei quali ipertesi. «PIÙ spezie e meno sale»: è lo slogan che si legge sui manifesti e i volantini distribuiti in un po' tutto l'ospedale e soprattutto nelle vicinanze della mensa. Per un giorno dal tavolo del refettorio spariranno i salini normalmente presenti accanto a olio e aceto, mentre il menu del giorno annuncia risotto al curry e gamberetti come primo e goulash alle cipolline per secondo. Su tutti i tavoli ci sarà anche un elenco degli alimenti a rischio e consigli per trovare alternative in cucina. Ma c' è di più: sarà possibile un controllo gratuito della pressione arteriosa e si troveranno indicazioni sulle misure per tenere sotto i controllo i valori. L' idea è venuta a Franco Veglio, che dirige il reparto di Medicina interna 4: «In tre adulti su dieci l'abbondanza di sale rappresenta la maggior causa di aumento della pressione. L' Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di non consumarne più di 5 grammi al giorno, l'equivalente di un cucchiaino da caffè, ma pochi rispettano questo semplice consiglio» spiega. E aggiunge: «L'ipertensione arteriosa è la prima causa di malattie cardiovascolari che in Italia causano ogni anno 240 mila morti, pari al 40 per cento di tutti i decessi. Sono almeno 15 milioni gli italiani che hanno la pressione alta. Ridurla si può, cominciando anche da alcuni accorgimenti dietetici». Gli accorgimenti - spiegano alla direzione sanitaria delle Molinette, che ha coordinato l' iniziativa - sono quelli ripetuti più volte: incrementare l'attività fisica («va bene camminare, ma un po' di palestra e qualche pedalata in bicicletta garantiscono risultati migliori»), ridurre il peso per chi troppo spesso litiga con la bilancia, tagliare la quantità di sale che ogni giorno si consuma. «Ridurre il cloruro di sodio nei pasti giornalieri è di gran lunga la misura più importante e le alternative di certo non mancano: dalle spezie alle erbe aromatiche - sottolinea Veglio - . Si stima che sia la maggior causa di aumento della pressione arteriosa in tre italiani su dieci. Il 55 per cento del sale che consumiamo si trova già nei prodotti alimentari trasformati o consumati in ristoranti o fast-food, il 35% viene aggiunto nella preparazione di cibi a casa». SARA STRIPPOLI Ne usiamo dieci volte di troppo ecco trucchi per insaporire i piatti TORINO Davide Scabin, lei è uno chef famoso, ci spieghi: si può cucinare senza sale senza rovinare i piatti? «Certo: il sale da cucina, il cloruro di sodio, è un esaltatore di sapori. Oggi lo si usa molto perché ci sono in giro materie prime che hanno meno gusto. Un ottimo pomodoro maturo non ha bisogno che di poco sale perché ha già un buon sapore». Noi italiani ne consumiamo molto? «Siamo il popolo europeo che ne consuma di più. Ne usiamo dieci volte la quantità necessaria per il nostro corpo». Come possiamo sostituirlo? «Con le erbe aromatiche, le spezie, gli olii. Per esempio, tre gocce di olio di sesamo sono sufficienti a dar sapore a un' insalata. In più si deve sapere che tutte le proteine caramellizzate danno sapidità: come la crosticina che si forma nella cottura degli arrosti. E così i vegetali concentrati». Lei soffre di ipertensione, vero? «Sì, prendo la mia pastiglietta, ogni giorno». E fa attenzione all' uso del sale nella sua dieta? «No, ma sbaglio. È solo questione di abitudine, di pigrizia. Sarebbe sufficiente un piccolo sforzo. Un litro d' acqua per la pasta si condisce con dieci grammi di sale. Se se ne mettono otto non se ne accorge neanche lo chef più attento, ma a fine dell' anno ne hai usato molto meno». - m.trab. QUALCHE DATO: |