NOTIZIARIO N.2-1978    Aprile Maggio Giugno

  SOMMARIO
Elezioni, in Compagnia ha prevalso la scelta unitaria. I dati delle votazioni.
Il giudizio della F.I.L.P.-C.G.I.L. Provinciale
Insediato il nuovo Consiglio di Amministrazione
Un po' di storia della Compagnia scritta con i numeri (parte III°).
Flotta, cantieri e porti nel 1977
A Livorno, incontro culturale-sportivo fra lavoratori portuali.
                                  Informazioni

Elezioni in compagnia: ha prevalso la scelta unitaria
Le votazioni per il rinnovo delle cariche sociali in Compagnia hanno visto prevalere i candidati che si erano presentati all'insegna di una lista ed un programma unitari.
Dopo i contrasti interni, verificatisi durante lo scorso anno, cha avevano anche richiamato, date le innegabili ripercussioni sulla situazione generale del porto, varie prese di posizione esterne, tale affermazione assume significati e riveste portata di estremo rilievo.
Intanto, essa dimostra che, in merito a quei contrasti, troppe valutazioni avevano ubbidito a fini strumentali oppure erano state espresse sulla base di conoscenze solo approssimate, circa quella che è la realtà associativa della Compagnia.
È vero: la dialettica democratica, franca, di cui i lavoratori portuali sono animatori per tradizione, aveva toccato momenti di tensione e, in talune circostanze, si era manifestata con vaste fasce di dissenso; ma, chiamati ad una consultazione nella quale, se la scelta dei dirigenti rispondeva all'esigenza organizzativa immediata, ben presente era, sia pure in forma indiretta, la richiesta di un giudizio intorno alla validità storica, presente e futura, dell' "istituto compagnia", gli stessi lavoratori, a larghissima maggioranza, si sono pronunciati in difesa dell'organismo operaio.
I contrasti, dunque, per quanto accesi mai avevano nutrito il germe di vere e proprie lacerazioni. E questo, con buona pace di tutte le "cassandre" che, sulla scomparsa dalla scena portuale della Compagnia, avevano già dato il via ad una specie di conto alla rovescia.
Una seconda considerazione, suggerisce l'esito delle votazioni ed è questa: il programma presentato dalla lista unitaria guarda ai molti problemi che la Compagnia si trova di fronte con grande senso realistico.
In esso, è riaffermato il concetto che il suo futuro, e quindi quello dei lavoratori portuali, resta indissolubilmente legato al rilancio del porto, in favore del quale reclama interventi sia a livello nazionale che locale.
Per questo, i temi riguardanti gli investimenti e gli spazi, la riorganizzazione dei servizi e del lavoro portuali, la riforma del sistema tariffario, il rinnovamento del Consorzio, diretto a sburocratizzarne l'apparato e a renderne maggiormente incisiva l'attività promozionale per l'acquisizione di traffici e reso ancor più inderogabile dall'assunzione del servizio di impresa, il contemporaneo ammodernamento della Compagnia, già avviato da tempo, ma da completarsi con il progetto di unificazione reale e con elementi dinamici quali l'unificazione del quadro tecnico e l'istituzione della squadra unica, vengono indicati come punti di riferimento chiave per la linea operativa che il programma stesso traccia.
Ebbene, il fatto che un programma cosi articolato, il quale impegna sì il gruppo dirigente, ma esige, al tempo stesso, la compartecipazione attiva dei lavoratori, abbia raccolto la maggioranza dei consensi, fornisce la prova che l'intenso e prolungato dibattito, sviluppatesi all'interno, ha condotto ad un risultato d'importanza basilare: quello, appunto, di allargare la consapevolezza fra i lavoratori che solo dalla ripresa dello scalo, dalla sua crescita, dalla sua capacità produttiva, può discendere la possibilità concreta di dare sbocco ai numerosi problemi legati all'occupazione e alla condizione operaia.
Resta da sottolineare l'aspetto più significativo del voto espresso dai lavoratori della Compagnia. Quella della lista unitaria, non è stata l'affermazione di un gruppo contro un altro, di candidati opposti ad altri candidati. Se così fosse, le polemiche e le divisioni continuerebbero a covare al pari del fuoco sotto la cenere. Come hanno, invece, tenuto subito a dichiarare alcuni dei dirigenti eletti, a cominciare dal console, riconfermato al primo scrutinio, i consensi ottenuti non devono essere interpretati quali successi personali o di fazione. Quei consensi hanno voluto soltanto premiare una elaborazione programmatica che, coerente con le scelte del movimento sindacale, si affida soprattutto all'unità dei lavoratori, via maestra, allontanandosi dalla quale, la classe operaia ha sempre conosciuto amare sconfitte.
Se questa unità continuerà a mantenersi salda, poggiando sul più ampio confronto delle idee e su di un rapporto fra base e gruppo dirigente improntato al dialogo e alla collaborazione, nessun ostacolo, posto sulla strada dell'attuazione del programma, sarà tale da risultare insuperabile.
 

I dati delle votazioni
Presentiamo il riepilogo generale riguardante l'esito delle votazioni, svoltesi nelle due settimane comprese fra l'8 e il 13, il 22 e il 27 maggio, per il rinnovo delle cariche sociali in Compagnia.
Elevata la partecipazione dei lavoratori, sia al primo che al secondo turno, con percentuali rispettivamente dell'83,80 per cento e del 79,96 per cento.
Sono risultati eletti al primo scrutinio:
Console   Giovanni Agosti
Capi Sezione
San Giorgio   Egidio Napoli
Stefano Canzio  Arturo Sillano
Imballatori   Giorgio Balzani
Portabagagli   Ezio Dabbene
Pesatori  Beniamino Peressini
Consiglieri di Amministrazione
Stefano Canzio  Renato Stefanini
Barilai e Cassai  Luigi Rondanina
Portabagagli   Aldo Zanone
Pesatori   Riccardo Canepa

Con le votazioni di ballottaggio, svoltesi nel secondo turno, sono stati eletti i sei viceconsoli, i due capisezione delle sezioni Barilai e Cassai e Commessi di Bordo ed i restanti dieci consiglieri.
Pertanto, in base al voto espresso dai lavoratori, il nuovo Consigli di Amministrazione della Compagnia, per il biennio 1978/1980, risulta così composto:
Console  Giovanni Agosti
Viceconsoli  Paride Batini    G. B. Bazurro  Emilio Capello   Dionisio Federigi  Matteo Fusaro  Ferruccio Maggi
Capisezione
Giorgio Balzani (Imballatori)  Armando Cerisola (Commessi di Bordo)  Ezio Dabbene (Portabagagli)  Gilberto Garbati (Barilai e Cassai)  Egidio Napoli (San Giorgio)  Beniamino Peressini (Pesatori) Arturo Sillano (Stefano Canzio)
Consiglieri
Giacomo Bavastrelli  Riccardo Canepa   Emilio Clerici   Giacomo De Bernardi   Nicola Fragalà   Giovanni Gamberini   Mario Lai   Armando Pecora   Luigi Rondanina   Dino Rubeca   Luciano Sossai    Renato Stefanini  Aldo Zanone   Ernesto Zoppi
Revisori dei Conti
Effettivi:  Luciano Panico   Filippo Ricci
Supplenti:  Renato Canepa   Giulio Mignone


Il giudizio della  F.I.L.P.-C.G.I.L. provinciale
Le elezioni per il rinnovo delle cariche sociali della Compagnia Unica M.V. hanno destato, come non mai, l'attenzione e l'interesse del movimento operaio genovese, della stampa e della opinione pubblica.
Attenzione ed interessi, diversamente orientali, fra chi auspicava un voto unitario, coerentemente collocato nel contesto delle politiche del movimento sindacale unitario, e quanti, invece, optavano per un voto destinato a lacerare i lavoratori portuali ed a renderli un corpo staccato dal complesso del movimento.
Le attese di quest'ultimi sono andate deluse.
Quella stampa, che tanto rilievo nazionale aveva dato ai processi dialettici presenti fra i lavoratori portuali nei mesi scorsi, ha messo la sordina ai risultati del voto per il rinnovo delle cariche sociali.
Un voto unitario, nella partecipazione e nell'ancoraggio alle politiche più complessive del movimento dei lavoratori una chiara scelta politica laddove coglie il nesso inscindibile fra modificazioni strutturali — riforma gestionale e problemi della condizione operaia. Nel voto si è anche manifestata la consapevolezza delle difficoltà della situazione e della gravosità quindi delle risposte da costruire, che si è espressa nella ampia fiducia ad un gruppo dirigente omogeneo, che da questo voto non può che ricavare un impulso al suo operare, in uno stretto rapporto di partecipazione dei lavoratori.
Le risposte che scaturiranno, siamo certi, nasceranno da un rinsaldato rapporto fra Compagnia e Sindacato unitario, che sono gli strumenti unitari e di classe che i lavoratori portuali hanno a loro disposizione per dare risposte compiute ai problemi del Porto ed alla loro condizione operaia.
La Segreteria Provinciale F.I.L.P.-C.G.I.L.


Insediato il nuovo Consiglio di Amministrazione
Dopo la riunione di insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione, la Direzione della Compagnia ha emesso il seguente comunicato:
Si informano i lavoratori che il nuovo Consiglio di Amministrazione della Compagnia, riunitosi in seduta inaugurale il 16 giugno, dopo aver nella sua maggioranza confermato l'impegno ad attuare il programma presentato nelle recenti elezioni per il rinnovo delle cariche sociali dai candidati della lista unitaria, ha deciso unanimemente di porre su basi operative immediate l'avvio del programma stesso.
Allo scopo ha conferito mandato alla Direzione di mettere a punto un gruppo di proposte riguardanti:
• investimenti e aree
• modulo operativo per l'erogazione dei servizi
• carroponte
Il Consiglio ha giudicato di primaria importanza affrontare gli argomenti sopra esposti in vista del rilancio del nostro porto, che è condizione inderogabile affinché le richieste, provenienti dalla base, per una crescita della
condizione operaia ed in favore di più solide garanzie occupazionali, trovino le risposte adeguate.
Le proposte che tali argomenti investono saranno, non appena definitivamente formulate, illustrate all'Autorità consortile, alla Regione ed agli Enti Locali, da parte di una delegazione consiliare al fine di meglio sensibilizzarli e responsabilizzarli.
Nel dare inizio alla propria attivita, il Consiglio ha altresì espresso l'opinione che siano semplicistiche, se non addirittura interessate, le valutazioni di quanti, dall'esterno, hanno attribuito all'esito delle votazioni svoltesi in Compagnia, caratterizzato dal prevalere della lista unitaria, la capacità di risolvere dall'oggi al domani i molti e
complessi problemi che attananagliano il porto.
La verità è che se l'accresciuto grado di omogeneità interna, cui le votazioni hanno dato luogo, offre al gruppo dirigenziale la possibilità di sviluppare con coerenza il programma tracciato, è altrettanto vero che la composizione della vertenza porto, la riforma gestionale, le questioni legate agli spazi ed ai finanziamenti: in una parola, la ripresa dello scalo, è traguardo conseguibile solo a patto che anche tutte le altre forze interessate a tale obiettivo, in prima linea il Consorzio del porto, assumano le proprie responsabilità.
Sul piano interno, infine, il Consiglio ha valutato urgente riprendere l'iniziativa volta a portare a compimento il programma di ristrutturazione, tracciato nelle sue linee generali dalla Conferenza di Compagnia tenuta all'AMGA, pur nella consapevolezza della necessità di un suo aggiornamento.

Ha comunque indicato, quali argomenti richiedenti più rapidi tempi di attuazione, i seguenti punti:
• l'unificazione del quadro tecnico, cui devono accompagnarsi idonei programmi di aggiornamento per i suoi mèmbri e corsi di qualificazione per altri lavoratori che aspirino a farne parte;
• l'istituzione della squadra unificata, agente nelle attività che per le loro caratteristiche si prestano ad un suo razionale impiego;
• la ripartizione in zone dell'area operativa portuale, con affidamento a consiglieri dell'incarico, in via principale, di migliorare e rendere permanente il contatto fra lavoratori e direzione;
• il consolidamento dei provvisori risultati raggiunti in tema di riparto dei proventi extra delle Sezioni, da conseguirsi anche con gli opportuni e necessari interventi in direzione di una più equa ripartizione dell'impegno lavorativo.

Nella stessa seduta sono state formate le Commissioni consiliari che risultano così composte:
Commissione Lavoro: Batini e Maggi (responsabili)
Balzani - Cerisola - Garbati - Napoli - Peressini - Sillano (membri)
Commissione Tariffe: Federigi e Fusaro (responsabili)
Bavastrello - Clerici - De Bernardi - Fragalà - Gamberini - Rondanina - Stefanini (membri)
Commissione Meccanizzazione e Sociale: Bazurro e Capello (responsabili)
Canepa - Lai - Pecora - Rubeca - Sossai -Zoppi (membri)
La Direzione

 

Un po' di storia della Compagnia scritta con i numeri - parte terza
Infortuni sul lavoro  - Tabella N. 5

Osservazioni a margine della Tabella N.5
1) Infortuni mortali:
presentano, nella storia della Compagnia, un andamento sostanzialmente decrescente, tanto che si è passati dall'impressionante numero di 23, verificatosi nei primi 5 anni, ad uno soltanto, registrato negli ultimi 5, risalente, peraltro, al 1973. Inoppugnabile, pertanto, l'azione svolta dalla Compagnia per sottrarre i lavoratori all'intenso sfruttamento cui andavano soggetti nell'immediato dopoguerra.
Mette conto rilevare anche che le elevate punte, toccate negli anni 1962 e 1963 (8 infortuni mortali complessivi), coincidono con il record assoluto di giornate lavorate nel settore commerciale del porto.
2) Invalidità permanente:
si è Indotti a credere che l'esodo, alquanto consistente, riscontratesi nell'anno 1974, sia stato stimolato dalle nuove normative inerenti i trattamenti pensionistici, introdotte negli anni precedenti.
3) Invalidità temporanea:
mostra andamento generalmente ascendente fino alle punte massime toccate nel periodo 1965-1971, che coincide con la fase di avvio, anche per il nostro porto, delle nuove modalità di trasporto marittimo portate dalle navi traghetto e portacontenitori. Il che è dimostrativo del prezzo pagato, anche in questo campo, dai lavoratori per l'avvento delle moderne tecnologie. Successivamente, sia per effetto della maturata specializzazione dei lavoratori stessi, sia per l'opera di prevenzione svolta dal Comitato unitario per l'ambiente di lavoro, in collegamento con il quadro tecnico della Compagnia, gli infortuni temporanei sono andati gradualmente calando, fino a raggiungere, nel 1977, il 'minimo assoluto del dopoguerra, pari al 10 per cento della forza a ruolo.
Da sottolineare, infine, che, nel periodo antecedente il 1965, caratterizzato dalla piena occupazione, la sensibile differenza, intercorrente fra l'ammontare della giornata lavorata e quello dell'indennità INAIL, induceva il lavoratore inabile per infortunio lieve a non abbandonare il lavoro.


Flotta, porti e cantieri nel 1977
Alla data del 1° luglio 1977, la flotta mercantile mondiale ha raggiunto la consistenza di 393,7 milioni di tonnellate. La graduatoria delle più forti marinerie è guidata, nell'ordine, dalle bandiere liberiana, giapponese e del Regno Unito; in essa l'Italia, con 11,1 milioni di tonnellate, mantiene il decimo posto. Da rilevare che, delle
67.945 unità di cui si compone, il 65 per cento è formato da naviglio con più di 10 anni di età, mentre quello con più di 25 rappresenta meno del 5 per cento.
L'incremento fatto segnare è stato del 6 per cento, inferiore pertanto a quello dell'anno precedente che fu del 10 per cento.
La realtà è che le attuali linee di tendenza delle costruzioni navali sono caratterizzate da una eccedenza della capacità produttiva, posta al cospetto con la flessione dei traffici marittimi conseguente alla crisi economica che continua ad investire i paesi maggiormente industrializzati.
Da parte di esperti della C.E.E. si è arrivati addirittura a formulare piani di ristrutturazione cantieristica che, se attuati, avrebbero gravi ripercussioni sui livelli occupazionali del settore, già calati, negli ultimi due anni, di circa 15 mila unità.
Vi è tuttavia da osservare che, malgrado la congiuntura avversa, molte previsioni convergono nel collocare agli inizi degli anni '80 la ripresa su scala mondiale dei traffici marittimi. Ne è la riprova il fatto che il calo di ordinativi, registratesi durante gli ultimi anni, mentre ha colpito in maniera massiccia il naviglio cisterniero e delle portarinfuse, quale effetto di trascinamento della complessa questione petrolifera e della crisi siderurgica, non ha sfiorato le navi portacontenitori e traghetto, i cui tonnellaggi complessivi, anche nel 1977 si sono notevolmente accresciuti.
La fondatezza di tali previsioni è sottolineata contemporaneamente dal moltiplicarsi di iniziative che le nazioni con economie strettamente legate alle attività marittime continuano a portare avanti per potenziare le loro strutture portuali. Il discorso è valido in via generale e perciò abbraccia naturalmente i Paesi in via di sviluppo; ma anche a volerlo limitare ai soli scali europei, fra i quali appare sempre più inattaccabile la supremazia di Rotterdam, dovuta principalmente ad indirizzi di programmazione portuale proiettati nel lontano avvenire, non si possono non evidenziare gli sforzi finanziari compiuti per il porto belga di Anversa, che si trova a beneficiare di investimenti quinquennali dell'ordine di 225 miliardi e quelli del governo tedesco occidentale che ha stanziato 51 miliardi per Bremerhaven e 210 miliardi in favore di Amburgo per il solo biennio 1977-1978.
Impegno non minore si riscontra da parte della Francia, la quale prosegue, ottenendone risultati oltremodo rispondenti, in quella politica selettiva degli investimenti instaurata circa quindici anni addietro, consistente nel concentrare in un numero limitatissimo di porti, fra cui Marsiglia - Fos, la maggior parte degli stanziamenti governativi diretti al settore.
Nello stesso tempo, non conoscono soste le opere già iniziate per dotare l'Europa di una gigantesca rete fluviale. Com'è risaputo, due sono i progetti in via di attuazione, uno francese e l'altro tedesco, imperniati rispettivamente sul congiungimento dei fiumi Rodano e Reno e Reno, Meno, Danubio; ma, mentre il secondo non presenta una specifica funzione mediterranea, orientando la sua azione di influenza verso il Nord e il Nord-Est del continente, con sbocco orientale sul Mar Nero, il primo prevede l'attivazione, entro dieci anni, di una arteria idroviaria, lunga 1600 chilometri, collegante direttamente il Mare del Nord con il porto di Marsiglia. Se si pensa all'alto grado di industrializzazione che caratterizza le regioni destinate ad essere attraversate dalla futura linea fluviale, si presentano tutt'altro che infondate le ambizioni del maggiore scalo francese ad assumere il ruolo di vero ed unico grande europorto del Mediterraneo.
Le attività connesse con il settore marittimo-portuale non godono di altrettanto attivo fervore in Italia, dove la ripetuta constatazione che l'85 per cento delle importazioni ed il 65 per cento delle esportazioni vi transitano via mare sembra non sufficiente a stimolare interventi dello Stato, in favore di flotta, cantieri e porti, capaci di avviare una politica mirante a trasformare il settore stesso in un fondamentale elemento propulsore dell'economia.
Gli 11,1 milioni di tonnellate toccate, lo scorso anno, dalla nostra flotta mercantile, con il più che modesto incremento dello 0,3 per cento, rappresentano una consistenza ben lontana dai 15 milioni di tonnellate, che valutazioni risalenti al 1970 indicavano come indispensabili per corrispondere alla domanda italiana di trasporto marittimo. Dovendosi questa rivolgere, in prevalenza, a naviglio battente bandiera estera, ne derivano conseguenze estremamente gravose per la bilancia dei noli, la quale presentava, alla sola fine del 1976, un passivo aggirantesi intorno ai 388 miliardi.
Al tempo stesso, le enormi difficoltà nelle quali si dibattono i nostri cantieri non sono soltanto il riflesso della crisi conosciuta più generalmente dall'industria navalmeccanica internazionale.
Esse discendono, in buona parte, dall'incerto e contrastato procedere della riconversione della flotta pubblica, decisa nel 1974, e dalle disattese governative in materia di credito navale, oltre che dalla mancanza di validi contributi finanziari, atti ad incentivare nuove costruzioni, come ripetutamente denunciato dalle aziende a capitale pubblico che controllano il 90 per cento del ramo.
Non meno preoccupante la situazione dei porti, nei cui confronti il perdurare di carenze legislative e finanziarie presenta aspetti a dir poco paradossali.
Tre proposte parlamentari, aventi per oggetto il riordinamento del nostro sistema portuale, sono rimaste, per anni, inascoltate e, ora che il superamento delle pregiudiziali di parte ha consentito la formulazione di un unico testo, nessun segno di maggiore dinamismo lascia lo stesso intravedere la vicina possibilità che all'atteso riordinamento si giunga. Vige pertanto ancora una classificazione dei porti risalente al secolo scorso e una legislazione che ignora la rivoluzione tecnologica invalsa, con effetti sconvolgenti per i porti, nel campo del trasporto marittimo.
Riguardo l'inadeguatezza dei finanziamenti, basti ricordare che, dal dopoguerra ad oggi, lo Stato ha emanato due sole leggi destinate alle opere portuali: una nel 1965, che destinava 75 miliardi a ben 38 scali, erogati peraltro, poi, con enormi ritardi e nemmeno spesi tutti; l'altra nel 1974, che riduceva, è vero, a 25 il numero degli scali beneficiari e stanziava la cifra di 160 miliardi, ma il cui profilo maggiormente qualificante stava nel suo autodefinirsi legge di primo intervento per le opere di più urgente realizzazione e nell'impegnare il governo ad elaborare, entro l'agosto dell'anno successivo, un piano poliennale organico, con una previsione di spese superiore a 1100 miliardi. Ebbene, da allora, tale piano è rimasto immerso nel buio più fitto e solo l'intervento sindacale, che, nel corso delle trattative per il rinnovo contrattuale, ne ha richiamato l'urgenza, ponendo la questione in termini vertenziali, è riuscito a riportarlo alla luce della discussione.
Con una politica del genere, deficitaria dal lato programmatico e scarsamente consapevole della realtà portuale del Paese, dove ancora, per citare pochi fra i molti casi emblematici, su 159 chilometri di banchine soltanto 20 sono dotate di fondali superiori ai 10 metri, le reti ferroviarie e autostradali, interne ai porti stessi, ne soffocano l'attività a causa dell'insufficienza e dell'arretratezza e gli impianti di deposito risultano assolutamente inadeguati alle necessità del moderno immagazzinamento, sperare di reggere il confronto con gli scali esteri significa unicamente credere nei miracoli.
Ecco perché è necessario che l'azione del Sindacato, mirante al superamento della crisi anche attraverso lo sviluppo dei piani di settore, nell'incalzare il governo affinché attui una moderna riforma dei trasporti, esiga impegni precisi e non più rinviabili per i nostri porti, dal cui rilancio dipende, in larga parte, l'opera di risanamento dell'economia italiana.

A LIVORNO, incontro culturale-sportivo fra i lavoratori portuali.
Fra il 24 ed il 28 maggio, hanno avuto luogo, a Livorno, manifestazioni a carattere culturale e sportivo, cui hanno preso parte oltre quelli dello scalo labronico, più di 350 lavoratori provenienti dai porti di Carrara, Chioggia, Genova, Ravenna, Savona, Trieste e Venezia.
L'incontro, promosso dal Circolo Ricreativo Portuale di Livorno con il contributo della locale Compagnia Portuale, si è svolto secondo un duplice programma: da un lato, ha dato spazio ad un costruttivo dibattito, avente per temi: "Sport e violenza" e "Il tempo libero e il suo futuro", che ha condotto a formulare la proposta di inserire nelle rivendicazioni sindacali anche la richiesta di un idoneo sostegno economico all'organizzazione del tempo libero dei lavoratori portuali italiani; dall'altro, ha dato vita, in uno spirito schiettamente amichevole, al confronto fra i concorrenti in gara.
Al termine delle competizioni, non è stata stilata alcuna graduatoria finale, ne sono stati assegnati particolari premi o attestati ai vincitori.
Nel corso della cerimonia conclusiva, si è provveduto soltanto a consegnare ad ognuno dei partecipanti un ciondolo-ricordo volendo sottolineare con ciò la natura del tutto fraterna delle manifestazioni.

La delegazione genovese era così formata:
Dama
:  MAZZONELLO GIOVANNI  -   SAVOIARDO  ELIO

Diapositive:  ROBERTO  STEFANO

Disegno:  CHESSA  CARLO

Pittura:  CASA  GIUSEPPE

Filatelia:  BUTTAZZONI  MARIO

Fotografia:  TERRILE  FRANCO  -  VAGNINI  DOMENICO

Poesia:  BOERO  LUIGI

Scacchi:  CELOTTO GUGLIELMO  -  RONCOLINI  SERGIO

Calcio:
AZZINI  ADRIANO  -  CANEPA GIORGIO  -  CASALI RINO - CITARELLA  LUIGI -  CRAVIN  GIULIO - DRAGO  ERMANNO - FERRERA ILMO - GORZIGLIA  FLAVIO - MINAGLIA FILIPPO - MORCHIO  LINO  -  OLIVIERO  MARCO  - ROBERTO  ANTONIO - RUSCA  GIANLUIGI - STERLINI CLAUDIO - TASSISTRO  RENATO  -  TORRE  BRUNO  - TORRE CARLO -  VIGLIOLI ALESSANDRO  -  ZINGARIELLO  MIRKO

 

 

 

Ciclismo:
DISARIO  ERNANI  -  ERCOLE  SERGIO -  FOSSA  ALDO - GARGIULO  PAOLO  - PERFUMO ANGELO  -  REBOLINI  EMILIO  -  SERRAVALLE  ARMANDO  - SERRAVALLE LUIGI

 

 

 

 

 

Karate:
BRANCHI MARIO  -  CREMONTI SERGIO  - DABOIT BRUNO  - FOGLIETTI MARTINO  -  GILARDI  GIORGIO

 

 

 

 


 

Pesca Sub:  CENTOLA  GIOVANNI

Podismo:
BERTINI  GIOVANNI  -  BERTOLO  ANTONIO  -  GHIZZARDI  GIOVANNI 
NATTERO TOMMASO

 

 

 


 

Tennis:  SPANO  MICHELE

Tiro al Piattello:  BURLANDO  EUGENIO  -  PROFUMO ENNIO

Voga:  DODERO  ALESSANDRO  -  DRAGHETTO ERNESTO  -  GALLEANO ANGELO  -  MORANDO PAOLO  -  NICCOLINI  UBALDO  -  TOMERO GIORGIO

Massaggiatore:  MONTANO ANNUNZIATO

Accompagnatori/Dirigenti:  ALDISIO ANTONIO - BRUZZO SANTINO - FERRANDO GIACOMO - ROMANO RICCARDO  - ROSSOTTI  ELIO

 

                        Informazioni
APPLICAZIONE CONTRATTUALE
Come già era stato anticipato tramite apposito avviso, con il pagamento del 10 giugno, è stata data applicazione alla normativa contrattuale entrata in vigore dal 1° aprile dell'anno in corso. I maggiori miglioramenti riguardano:

  • l'aumento degli importi relativi alla giornata lavorata base e al valore del salario garantito;
  • l'aumento a L. 525.000.- del tetto per l'erogazione del salario garantito, con la contestuale modifica dei criteri di computo;
  • lo scongelamento degli scatti pregressi;
  • l'aumento delle indennità giornaliere di malattia e infortunio individualmente spettanti, secondo il rinnovato procedimento di calcolo.

AUMENTATA DI 5 PUNTI LA CONTINGENZA
In occasione della corresponsione dell'acconto salari relativo al mese di maggio, avvenuta con il pagamento di cui sopra, si è +rovveduto ad aumentare la contingenza dei 5 punti scattati a decorrere dal 1° maggio.

NON PIÙ CONTINGENZA IN BUONI DEL TESORO
Contemporaneamente , è stata data applicazione alle norme che fanno cessare la conversione parziale o totale della contingenza in buoni del tesoro.

ACCONTI GRATIFICA SPECIALE
Sempre con il pagamento del 10 giugno e partendo dalle competenze salariali del mese di aprile, è stata sospesa l'erogazione mensile di L. 7.000.- a titolo di acconto sulla gratifica speciale. È stato invece corrisposto il secondo acconto sulla gratifica stessa, nella misura di L. 250.000.- lorde.