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COMPAGNIA UNICA
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Con l'entrata in vigore del cottimo collettivo di Compagnia e della
relativa perequazione intersezionale, il Consiglio di Amministrazione ha
affrontato il problema concernente l'unificazione dei vari criteri di
avviamento al lavoro. L'opportunità di adottare tale metodo di generalizzazione obbedisce a due obiettive esigenze: quella di rendere sempre più compatta la base unitaria dei lavoratori appartenenti alla Compagnia, e quella di conferire maggiore efficienza agli strumenti istitutivi cui è affidato il compito di perequare al massimo la distribuzione delle occasioni di lavoro. Il dibattito svoltosi in Consiglio, sulla materia, è stato particolarmente intenso e ciò in quanto si sono dovute superare complesse difficoltà, derivanti, non tanto dal contrapporsi di singole posizioni, quanto dall'esistenza nelle varie sezioni di molteplici e diversificate procedure di avviamento. La linea prevalsa, comunque, grazie al senso di responsabilità manifestato da tutti i consiglieri, coscienti degli impegni assunti per mandare avanti il programma di ristrutturazione interna approvato dai lavoratori, è quella più sopra accennata, la sola manifestatasi valida ad offrire, nei limiti del possibile, concrete garanzie in ordine alla perequazione intersezionale. Tutto questo non significa, ovviamente, che l'orientamento emerso contenga, prima ancora di tradursi in fatti operativi, i mezzi e la forza per smussare ogni angolo e mettere in moto un meccanismo perfetto: sfasature, sul piano perequativo, permangono, rendendosi specialmente avvertibili nell'attività svolta da coloro che operano con mezzi meccanici, cui sono riservate condizioni di avviamento che è obiettivo qualificare come più favorevoli rispetto agli altri. Si deve però dire, con altrettanta obiettività, che a tale stato di cose non sarà impossibile porre rimedio, se si seguirà una politica diretta ad estendere la attività meccanizzata, che è un'ipotesi avente quale presupposto essenziale l'assegnazione di un ulteriore numero di patenti ad altri lavoratori della Compagnia. Tale politica otterrà lo scopo di non sottrarre alcun settore agli obblighi imposti dalla perequazione, ed inoltre contribuirà ad accrescere la capacità operativa della Compagnia di fronte al progresso tecnologico che incalza. Sul terreno strettamente salariale, i dati ricavati dal confronto fra le varie situazioni sezionali, relativamente ai primi 3 mesi di applicazione del collettivo, presentano risultati assai incoraggianti. Il rilievo, però, se è importante, non basta da solo ad indicare prospettive accettabili in tema di perequazione. Quello che soprattutto conta è la sollecita assunzione da parte delle sezioni stesse di quelle misure e iniziative suscettibili di estendere i principi perequativi anche alla distribuzione dei carichi di lavoro. In questo quadro, il Consiglio di Amministrazione ha pure ritenuto opportuno che sia reso obbligatorio il lavoro alle navi traghetto e a quelle portacontenitori, fatte salve alcune motivate esenzioni. Le ragioni che hanno ispirato tale decisione si riassumono nella constatazione che a tali operazioni è legato il futuro dell'attività portuale e nella conclusione che, essendo quest'ultima prerogativa esclusiva della Compagnia e suo qualificante patrimonio, nello stesso tempo, gli sforzi che essa compie, per sempre meglio adeguarvisi, siano equamente ripartiti fra tutti i suoi appartenenti. Altra risoluzione presa dal Consiglio è quella riferentesi ai vari ruolini di avviamento, il cui numero iniziale, in sede di chiamata, dovrà sempre coincidere con quello del turno generale, fatti ancora salvi pochi motivati casi. Le finalità perequative di tale innovazione non abbisognano di particolari illustrazioni. E' evidente che una diversa articolazione dell'avviamento fondata sulla necessità di razionalizzarne la meccanica, attraverso un procedimento di uniformazione, richiede alle sezioni l'abbandono di consuetudini da lungo tempo invalse; tuttavia gli obiettivi unitari e perequativi, che con tale abbandono si vogliono perseguire, compensano largamente i sacrifici richiesti. Il documento che schematizza le nuove modalità di avviamento rientra ancora, in senso programmatico, nella prima fase del processo di ristrutturazione. Se l'Assemblea deciderà di approvarlo nel testo in cui è presentato o dopo averne suggerito eventuali modifiche, l'attività del Consiglio potrà dedicarsi più ampiamente a tutti quei problemi che costituiscono impegno per il felice superamento delle fasi successive. Vale a dire, unificazione del quadro tecnico e costituzione della squadra unificata. Schema relativo alle modalità di avviamento unificato 1) Le varie modalità di avviamento, oggi in uso presso le Sezioni S. Giorgio, S. Canzio, Commessi di Bordo, Barilai e Cassai, Imballatori vengono assorbite da un criterio unico e generalizzato. Le chiamate riguardanti: navi, ricarico, sbarco da chiatta e servizi di assistenza dovranno uniformarsi al seguente ordine: a) navi: si procede per scalo e numero di commessa della nave, partendo dal numero più basso: 1. Motoscafo 24. Assereto 2. Battello 25. Chiappella 3. Aeroporto 26. Colombo 4. Oscar Sinigaglia 27. San Lazzarino 5. Nino Ronco 28. Andrea Boria 6. Derna 29. Zingari 7. Canepa 30. Mille 8. Bengasi 31. Silos 9. Libia 32. Parodi 10. Tripoli 33. Darsena 11. Somalia 34. Morosini 12. Mogadiscio 35. Salumi 13. Eritrea 36. Calvi 14. Massaua 37. Rotonda 15. Etiopia 38. Spinola 16. Idroscalo 39. Popolo 17. San Giorgio 40. Embriaco 18. Rubattino 41. Mandraccio 19. Bettole 42. Cattaneo 20. Sanità 43. Marinetta 21. Paleocapa 44. Molo Vecchio 22. Caracciolo 45. Gadda 23. San Benigno 46. Grazie b) ricarico (la cui chiamata avviene dopo quella delle chiatte): si segue l'ordine per scalo, come con le navi e nell'ambito dell'avanzamento; c) sbarco da chiatta (la cui chiamata precede quella del ricarico): si procede come al punto b); d) assistenza a terra: si procede come al punto b) e, nell'ambito dell'avanzamento, prima si chiama la zona di ponente e poi quella di levante; e) Pesatori: tutto resta invariato, in quanto questo avviamento si effettua sulla base di particolari norme tecniche come previsto dall'ari. 70 del Regolamento al lavoro portuale; f) Portabagagli: il Consiglio di amministrazione ha preso le iniziative opportune a far sì che anche in questa sezione venga osservato l'orario di lavoro a turni, come disposto dal decreto del Presidente del C.A.P. n. 51 dell'8 gennaio 1974. 2) I problemi attinenti i ruolini di avviamento sono stati esaminati alla luce delle percentuali di maggiorazione e con riguardo alle norme che disciplinano l'erogazione del salario garantito per i turni obbligatori, cercando di lasciare in vita, ai fini della perequazione, il minor numero di ruolini. Ne è derivata la formulazione delle seguenti ipotesi: a) istituzione di un ruolino unico, valido dal lunedì al sabato mattino, avente come punto costante di riferimento il 2° turno, includente il 1° turno del sabato. Nell'ambito del ruolino sopraddetto si lascia in vigore un « GIRO » di 1° turno, allo scopo di consentire a tutti l'effettuazione del 1° turno dal lunedì al venerdì. Per consentire una perequazione di turni, quando un lavoratore ha effettuato il 1° turno e il ruolino del 2° turno non lo supera, viene considerato con un turno di vantaggio e pertanto quando dovrà essere avviato di 2° turno verrà saltato. L'esperienza acquisita in alcune sezioni assicura che, così procedendo, si riesce a raggiungere la parità di turni di avviamento obbligatorio nel corso del mese; b) ruolino di avviamento per il 3° turno dal lunedì al venerdì dei giorni feriali; c) ruolino di avviamento per il 2° turno del sabato; d) ruolino di avviamento per il 3° turno del sabato e del 2° turno festivo (giro unico); e) ruolino di avviamento per il 1° turno festivo; f) ruolino di avviamento per il 4" turno dei giorni feriali dal lunedì al venerdì, compresi fra il 15 marzo e il 15 novembre. Nei giorni che precedono il 25 aprile e il 1° maggio, il 4° turno non viene chiamato. 3) a) I ruolini comprendenti i lavoratori patentati adibiti alla guida di cavalieri, ralle, ruspe, carrelli e gli autisti saranno formati da coloro i quali scelgono di operare in tali settori. Si dovrà pertanto dar luogo alla loro iscrizione nei ruolini medesimi. Le rispettive chiamate saranno effettuate partendo dal ruolino del turno generale, per tutti i turni. L'indennità di traslazione carrelli e ruspe e riassetto pallets a fine turno verrà equiparata alle altre, con l'entrata in vigore dei nuovi criteri di avviamento. Anche la chiamata relativa al « ruolino del veleno » avverrà partendo dal ruolino del turno generale. Restano operanti i ruolini con giro autonomo del frigorifero e dell'olio, così come continua a funzionare il ruolino cotonieri nella sezione Imballatori, la cui chiamata avrà luogo dopo quella delle navi traghetto; b) per quanto riguarda l'avviamento alle navi traghetto e al rizzaggio alle navi portacontenitori, considerato che tali attività vanno sempre più prendendo campo, creando sperequazioni di avviamento stesso fra gli associati, si è ritenuto opportuno rendere obbligatorio il « GIRO », con l'esclusione dei lavoratori che hanno compiuto il 50° anno di età e ne facciano richiesta, oppure di coloro che ne sono esentati dal sanitario consortile; c) l'avviamento dovrebbe avvenire nei seguente ordine: 1. Olio 8. Rizzaggio 2. Frigorifero 9. Ruspe 3. Carrelli Svenska 10. Carrelli 4. Cavalieri 11. Veleno 5. Ralle 12. Cotonieri 6. Autisti 13. Turno generale 7. Traghetti Nella sezione San Giorgio, restano operanti i ruolini dei verricelli (suddivisi in: verricelli, cranes da 500 tonn., cranes special, cranes), dei segnalatori, dei chiavaioli, delle rinfuse, delle navi per piccolo cabotaggio, Silos; nella sezione Stefano Canzio quelli della Posta, Centro imbarco merci. Darsena, Dogana Centrale, Gap. 111° ferrovia, marchisti, Silos, rinfuse. Il ruolino dei semoventisti, istituito con precedente delibera consigliare, composto di lavoratori appartenenti alle varie sezioni, seguirà le presenti modifiche di avviamento. 4)
Circa l'osservanza di limiti nell'avviamento, il Consiglio dispone che i
lavoratori possano effettuare 2 turni non consecutivi nell'arco delle 24
ore, oppure la notte o il 1° e 2° turno, o, infine, il 2° turno e il 1°
turno e la notte il giorno successivo. Non dovranno, in sostanza, essere
effettuati più di 4 turni in tre giorni. 5) Giri arretrati o
anticipati (oppure precedenze) per i turni straordinari. Anche in questo
campo, che presenta pluralità di criteri applicativi, si è imposta
l'opportunità di pervenire ad una uniformazione capace di contemperare
le esigenze provenienti dalle diverse situazioni sezionali. 6) Lavoratori studenti: ai lavoratori della Compagnia, frequentanti istituti scolastici statali o parificati e scuole professionali, vengono riservati turni di lavoro preferenziali, in rapporto agli orari di partecipazione ai corsi. Durante il periodo in cui sosterranno gli esami verrà loro corrisposto il salario garantito. • Sarà obbligo dei lavoratori studenti stessi produrre alla Compagnia i certificati di frequenza o i bollini di presenza sulla tessera universitaria. 7) Perequazione intersezionale: nelle sezioni che usufruiscono della perequazione la relativa chiamata dovrà avvenire prima per scalo e numero e poi per nave e secondo l'ordine stabilito per la chiamata dei vari ruolini. 8) Patenti: al fine di estendere il campo delle attività meccanizzate, attraverso cui adeguare sempre meglio le capacità operative della Compagnia alle evoluzioni tecnologiche in atto e nel quadro delle finalità perequative che la stessa persegue, si rende necessario promuovere l'assegnazione di 245 patenti « C - E », abilitanti alle conduzione di ralle, trattori e camion con rimorchio, secondo la seguente ripartizione: Sezione S. Canzio n. 100 " S. Giorgio " 100 " Imballatori " 10 " Barilai " 15 " Pesatori " 5 " Commessi " 5 " Portabagagli " 10 Per la guida di carrelli, macchine agricole e macchine operatrici è sufficiente il possesso della patente « B ». 9) Ferie: le formalità relative alla prenotazione ferie saranno disimpegnate dagli uffici chiamata delle singole sezioni a far data dal 1° gennaio 1975. Al fine di rendere uniformi per tutte le sezioni della Compagnia Unica M.V. anche i criteri di avviamento che ottemperano al decreto consortile n. 1085, 6-8-1968, il quale stabilisce il limite di 26 turni di lavoro, e di contenere entro tale limite le giornate complessive di retribuzione anche nel caso promiscuo di attività e ferie o giornate di malattia o infortunio, si dispone quanto segue: a) tenuto presente che nel corso dell'anno i soli mesi di luglio e ottobre (tranne il caso in cui vi ricorrano 5 domeniche) hanno 27 giornate lavorative, mentre gli altri, per l'incidenza dei festivi infrasettimanali, ne hanno 26 o meno, la 27.a giornata potrà essere assegnata solo sotto forma di salario garantito, rimanendo peraltro fermo che, anche in detti mesi, non potrà essere superato il limite di 26 giornate di lavoro o ferie; b) qualora nel corso del mese il lavoratore alterni giornate di lavoro a giornate di ferie, queste ultime verranno considerate presenze a tutti gli effetti, per cui si assommeranno a quelle lavorate fino al limite di 26. Quando si verifichi che il lavoratore, dopo avere effettuato 26 turni di lavoro, richieda per lo stesso mese giornate di ferie all'Ufficio Personale, queste ultime verranno tolte d'ufficio dagli Uffici chiamata; e) il problema che sorge, quando il lavoratore cade malato o s'infortuna nel corso del mese, viene risolto consentendo la copertura di tutte le giornate del mese stesso parte con l'assistenza e parte con le giornate di lavoro, tenendo sempre presente che le giornate di lavoro non possono comunque superare il numero di 26. Es.: Se un lavoratore cade malato per 10 giorni nel mese di ottobre, può effettuare nello stesso mese 21 turni di lavoro e totalizzare quindi 31 giornate complessive. Tale norma costituisce un'eccezione ai punti a) e b), in quanto sia la Cassa Mutua Portuale che l'INAIL erogano l'assistenza per tutte le giornate del mese comprese quelle festive. Calendario delle riunioni intersezionali serali indette in vista dell'Assemblea straordinaria che avrà luogo il 25 gennaio 1975: 7 gennaio 1975 - ore 18,30 sala chiamata; 9 gennaio 1975 - ore 18,30 sala chiamata; 14 gennaio 1975 - ore 18,30 sala chiamata; 16 gennaio 1975 - ore 18,30 sala chiamata; Riunione con il «quadro tecnico»: 22 gennaio 1975. Il Consiglio di Amministrazione Genova, 2 gennaio 1975. |