Giacomo Sutto
una Bandiera del Circolo "LUIGI RUM - COMPAGNIA UNICA"

(Mino, per gli amici d'infanzia. "O Sciûto" sul lavoro e al Circolo.

(il ricordo di Zorro)

La scomparsa del compagno Giacomo Sutto (Mino) ci ha riempito il cuore di un grande dolore. Mino, uno dei fondatori del Circolo Luigi Rum-Compagnia Unica, ha vissuto questi anni con un grande attaccamento e una grande attività all’interno del Circolo. Sino all’ultimo, già colpito da grave malattia, il suo pensiero era per il “suo” Circolo dove vedeva realizzarsi il suo grande sogno, l’amicizia tra la gente, nato dal  suo impegno politico già da giovinetto. Fino alla fine ha voluto essere informato sulle novità che, come ormai da tanti anni, si presentavano ad ogni rinnovo di stagione. La sua presenza nel Circolo era fondamentale  per il suo senso di appartenenza alla Compagnia Unica, dove ha lavorato una vita, e dopo il pensionamento ha continuato questo suo attaccamento lavorando all’interno del Circolo.

La sua scomparsa ci lascia un grande vuoto che difficilmente potremo colmare. Continueremo il nostro lavoro ricordando sempre i suoi pregi e anche i suoi difetti che hanno fatto di lui un uomo a cui tutti si rapportavano con amicizia e a cui tutti volevano bene.

Ciao Mino, sarai sempre presente nei nostri cuori.

Un ricordo di Mino (Podista provetto)

La nascita del Circolo Podistico Luigi Rum avvenne nel lontano 1982 da quelli che, come noi, formavano uno sparuto gruppo podistico a livello amatoriale e facevano già parte del GS. CULMV.  In seguito si sarebbero uniti altri podisti esterni. Questo gruppo organizzò,nel 1980, la  “Prima  Marcia della Lanterna”, alla quale parteciparono circa 1.500 atleti che, per la prima volta, corsero tra i moli del Porto di Genova, tra cataste di container.  Non era mai successa una cosa del genere all’interno del Porto e forse non succederà più. Peccato che io e il buon Sutto non abbiamo potuto parteciparvi come atleti podisti, impegnati nell’organizzazione della manifestazione. Col Gruppo Podistico del Circolo Luigi Rum ci prendemmo delle belle soddisfazioni. Il nostro gruppo primeggiò in numerose manifestazioni podistiche, anche a livello regionale.

Nel 1989 andai in pensione e praticamente da quel momento dovetti abbandonare la mia passione di podista. Passione che coltivavo più come amatore che come atleta, perché mi permetteva di stare assieme agli amici del gruppo. Ho appeso le scarpette al chiodo e ho iniziato il lavoro all’interno del Circolo come responsabile organizzatore della biglietteria della sala da ballo. Con Sutto che era responsabile della sala da ballo eravamo sempre assieme e i ricordi della passata attività sportiva tornavano sempre a galla. Quando, con Mino, durante la gara si vedeva un bell’albero di frutta facevamo una sosta “ristoro” del tutto speciale. Ricordo quando io, Sutto e Gomboli, organizzammo la staffetta podistica Genova-Imperia e l’anno successivo la Imperia-Genova. Nel 1988 la staffetta Genova-Savona-Genova. Grande periodo.

Nel 1983 partecipammo, organizzando il nostro gruppo, la staffetta podistica Livorno-Roma, con la partecipazione di tutti i porti italiani. Ogni porto aveva formato una squadra di podisti che ogni ora si davano il cambio (non importava il numero dei chilometri percorsi), dal pomeriggio a Livorno alla mattina successiva a Roma, senza mai interrompere i cambi. Avevamo organizzato tutto: turni, cambi, riposi, e alimentazione al sacco. Durante la notte, quando stiamo riposando e siamo vicino a Civitavecchia, sento la voce di Mino che dice: ”Cambio le mie uova sode con una tavoletta di cioccolata”. La risposta fu unanime: “Dacci le tue uova e semmai la cioccolata te la compri al bar”. Finita la manifestazione di Roma, dopo un pranzo “vero”, verso le 16.00 inizia il rientro a Genova. Alla guida c’ero sempre io e chiedo: “Prendiamo l’autostrada?”. Non l’avessi mai proposto, Mino mi dice: “È ancora presto. Prendiamo l’Aurelia”. Molto probabilmente non sapeva cosa volesse dire guidare di notte tra due filari di alberi. Feci una tirata sino a Cecina dove ci fermammo a prendere un caffè e chiesi a Perino di guidare fino a Genova: “Sono stanco e mi riposo un po’”. Mi appisolai e quando mi svegliai, pensavo di essere quasi arrivato, invece eravamo solamente vicino all’ingresso dell’autostrada A12, a Livorno. Perino mi disse che era meglio se avessi continuato io a guidare, perché lui tendeva ad addormentarsi. Aveva esagerato al pranzo romano e il rosatello di Frascati gli dava certi fumi… Pazienza! Mi rimisi alla guida chiedendo a tutti di aiutarmi a stare sveglio con parole e canzoni, ma tutti caddero in letargo, tranne Mino che senza cantare e parlare stava sveglio accanto a me che ero alla guida, e la cosa mi fu di molto aiuto. Un piccolo ricordo che difficilmente potrò scordare……
Zorro
  Ottobre 2007


Caro Luciano e Soci del Circolo Luigi Rum,

ho letto sul notiziario SANBENIGNO, della scomparsa dell’amico Sutto. La catena dei grandi lavoratori del Porto, ha perso un anello, di fede e di bontà.
Sutto, era uno dei tanti, che il suo primo pensiero, era il mare; quel mare nel quale, c’erano ancorate le navi, che un tempo, volevano solo braccia forti, di uomini, che non con conoscevano la fatica.
Sutto, era un uomo gentile, con un sorriso, per tutti, sulla bocca. Era un uomo a cui si confidava la propria vita, perché, partecipava alle gioie e alle sofferenze di tutti i suoi colleghi, con una limpidità schietta e serena.
Il mare, le navi, i portuali, quelli con il gancio al fianco, non dimenticheranno il suo nome; non scorderanno, il suo passo silenzioso, modesto ma, sicuro.
In fondo, è uno degli uomini, che hanno fondato Il Circolo Luigi Rum, è, uno di quegli uomini, che, come ho filmato nel corto cinematografico “La voce del mare” sentirà, che, al suo fianco, ci sono i giovani che lo ricordano.
Passando, vicino ai ponti, ormai muti, per la tecnologia, di scarico e carico, sentiremo le voci di uomini di mare, che ci hanno lasciato e, tra questi, c’è lui Giacomo Sutto, pioniere di conquiste sindacali portuali, al fianco di uomini, che hanno saputo creare, lustro al nome della CULMV e, del CIRCOLO SAN BENIGNO.
Sui libri, sono scritti nomi di uomini, che hanno fatto la storia ma, anche nelle stive, delle mille navi, passate nel porto di Genova, ci sono nomi, che non si vedono, ma che hanno fatto la storia del porto, lavorando in silenzio, senza clamori, ascoltando solo il rumore del mare.
Sutto, era uno di loro, sicuro che, un giorno avrebbe appeso il gancio al muro, come un pugile appende, i suoi guanti, ricordando e, lasciando un malinconico addio ai suoi compagni… d’avventura.
Ciao Sutto, anche io ti serberò nel cuore.

Bruno Pistidda

Lettera ad un amico portuale

Ti conobbi 27 anni fa; partecipavi a gare podistiche, sì ma... giusto quattro passi per contenere una glicemia esuberante!!!
Nel corso degli anni ho, invece, apprezzato le doti di eccellente dirigente di Cral, organizzatore di eventi e manifestazioni di ogni genere. Ma ti sei rivelato ai miei occhi qualche anno più tardi allorché diventai responsabile di quello che all'epoca era il gruppo podistico CULMV.
Diventammo complici per orgoglio ed entusiasmo, eravamo disposti a tutto purché quei ragazzi avessero soddisfazione attraverso i giornali, acconsentisti di presentarli alla platea nelle serate di ballo giù nella sala, mi autorizzavi affinché potessimo offrire loro una cena di fine anno e un paio di scarpe tecniche per la corsa.
Insomma il tuo orgoglio per quello che allora era una fantastica squadra prevalentemente amatoriale ma con prestazioni di livello assoluto, era per me il carburante per non mollare quella gestione un po' faticosa che inevitabilmente si sovrapponeva alla mia attività di artigiano.
Sei sempre rimasto un po' dietro le quinte e forse i ragazzi non ti hanno conosciuto bene come me.
Mi chiedevi sempre: Calenda se ne va ? Ginanneschi rimane? Mazzone rimane con noi? L'Inglese come Sta? Pensi che vinceremo la 12 x 1 h? e la 24 h di Asti?
Eri un eterno dubbioso e solamente Cabassi con la sua grandezza agonistica di provenienza portuale ti dava pace e garanzia che non avrebbe mai lasciato San Benigno.
Ma ti capisco! Quel gruppo era il tuo orgoglio, un giocattolo straordinario che ti consentiva di pavoneggiarti nelle riunioni di consiglio e strappare concessioni extra per supportare le mie richieste.
Ultimamente le cose sono un po' cambiate, hai sofferto causa problemi personali, di salute ed altri ancora e i giocattoli prima o poi si rompono ma né io né Ronzitti siamo in grado di ripararli, c'è un tempo per ogni cosa.
A volte ci si sente un po' stanchi e depressi, proprio come il porto di questi ultimi 10 anni. E quel giorno nella Chiesa di Sestri, spaziosa sì ma troppo spoglia per la tua grandezzza, ho perso l'ultima occasione per dire pubblicamente grazie per avermi fatto sentire importante e insieme a me, ne sono certo, quei ragazzi che fecero grande la vecchia CULMV.
Non passerà volta che guardando la Lanterna avrò l'impressione di rivedere il tuo volto.

Ciao Sutto.
Con affetto Graziano Bettoni